Cercare lavoro è una cosa importante, e seria. Il lavoro stesso è una cosa importante, ci passiamo al minimo 8 ore al giorno per 35 anni (o forse di più?) e deve essere un qualcosa che ci piace davvero, non c’è via d’uscita.
Se non potete lavorare con amore, ma solo con riluttanza,
allora è meglio lasciare il lavoro e sedere alla porta del tempio
e accettare elemosine da chi lavora con gioia.
E’ di Kahlil Gibran, un filosofo nato in Libano e vissuto negli Stati Uniti all’inizio del ‘900 e che non mi stancherò mai di leggere.
Una volta il lavoro era uno, e una volta scelto, era quello per tutta la vita (come per mio papà), non spetta a me dirvi se era giusto o sbagliato ma vi assicuro che adesso non è più così. Le cose cambiano, le persone cambiano, le aziende cambiano, e un altro filosofo più recente, che lavora in Vodafone e di cui non posso dire il nome mi ha insegnato questa di massima
Mai meno di due anni, mai più di cinque
Molto meno romantica, ma non meno utile.
Se siete arrivati a leggere fin qui adesso avete bisogno solo di:
E’ buona cosa che nel curriculum si parli della vostra laurea e della perfetta conoscenza della lingua inglese (non date retta ai libri da creativi, io sono creativo ma vi assicuro che prima di arrivare al punto che qualcuno se ne accorga quei due punti sono fondamentali, quindi, se per vostra fortuna state leggendo e vi mancano affrettatevi a colmarli entrambi)